Travel calendar

Bretagna: viaggio tra boschi incantati ed eroici marinai
5-14 giugno 2009

 Tibet: pellegrinaggio e circumambulazione del sacro monte Kailash
28 giugno - 11 luglio 2009

Mongolia: nomadi sciamani e natura selvaggia
4 -  17 luglio 2009

Birmania: con gli sciamani sul divino Popa 
 4-14 luglio 2009

The Immortal Spirit, trekking nel Regno del Mustang, l’ultimo Tibet.
1 4-28 luglio 2009

In Ladakh tra monasteri, trekking e natura
1 - 14 agosto 2009

Bhutan: alla fine dell’arcobaleno 
1-10 agosto 2009

Scozia: Edimburgo e Highlands
16-29 agosto 2009

Mongolia: lo spirito del Khangai 
16 - 31 agosto 2009

Anatolia: il mito e la bellezza 
5 -12 settembre 2009

Languedoc: viaggio nel medioevo tra catari e cristiani 
5 -13 settembre 2009

Cina: minoranze etniche, natura e monti celesti
5-20 settembre 2009

Cina: dietro la modernità il volto inedito e spirituale
5-20 settembre 2009

Argentina: i Sentieri Spirituali Dei Kapaj Ñan Nuna e degli Inkas
13- 25 ottobre 2009

Argentina: incontro con gli ultimi Indios
13- 27 ottobre 2009

Egitto: in cerchio con i Sufi e i fuochi dei beduini
23- 30 ottobre 2009

India: le città sante del nord, dove eros e ascetismo si incontrano
26 dicembre 2009 - 7 gennaio 2010

Birmania: con gli sciamani sul divino Popa 
27 dicembre 2009 - 6 gennaio 2010

SCARICA IL CATALOGO 2009 (formato pdf)

Scozia: Edimburgo e Highlands - dal 16 al 29 Agosto 2009

il nostro appartamento a edimburgo

il nostro appartamento a edimburgo

WRITERS’ RETREATS RITIRI PER SCRITTORI
lo yoga della mente in luoghi che ispirano

SCOZIA DAL 16 al 29 AGOSTO 2009
Edimburgo e Highlands

 EDIMBURGO IN AGOSTO

Il nostro ritiro si svolge in contemporanea a due eventi straordinari:
L’Edinburgh International Book Festival, l’evento che apre gli orizzonti ed energizza le idee di molti scrittori provenienti da tutto il mondo.
E l’ormai celeberrimo Edinburgh International Festival, un festival dell’arte in senso lato.

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The Immortal Spirit, trekking nel Regno del Mustang, l’ultimo Tibet.

IL REGNO DEL MUSTANG, NEPAL

Un trekking nella storia, un viaggio alla scoperta della cultura tibetana prima dell’occupazione cinese, un cammino ispirato attraverso paesaggi lunari.

Circondato dal Tibet su tre lati e governato da una famiglia reale tibetana, il Mustang - un regno all’inerno di un altro regno - sopravvive come uno degli ultimi reami dell’antico Tibet, sebbene nominalmente sia parte del Nepal.

Miracolosamente rimasto autonomo fino ai giorni nostri, il Regno del Mustang conserva e tramanda la tradizione e la cultura dell’antico Tibet. Infatti il Mustang è molto più simile al Tibet, come esso era primo dell’occupazione cinese, di quanto non lo sia il Tibet stesso.

Nel 1950il Nepal si aprì al turismo, ma il Mustang rimase chiuso ai turisti fino al 1992 e ancora oggi la possibilità di raggiungerlo rimane limitata. Infatti l’accesso ai territori del regno è ristretto e regolato da  una precisa normativa.

Paradossalmente il Mustang fu una terra abbondantemente attraversata da traffici commerciali in passato. Le sue antiche rotte commerciali hanno più di 1.000 anni.

Nel Mustang, come in tutto l’altipiano del Tibet, la natura rude e austera presenta al viaggiatore ampi paesaggi privi di alberi dove l’attenzione non può essere catturata da nulla in particolare… allora la mente contempla l’insieme del tutto.

In tenpi lontani come ai giorni nostri chi viaggi per il Mustang non può evitare di essere fortemente richiamato alla spiritualità.

Il Mustang è aperto ai visitatori da Marzo a Dicembre. L’accesso è ristretto da normative di legge e tutte le spedizioni di trekking devono essere accompagnate da una guida in possesso di licenza governativa.

Itinerario

Patagonia: VIAGGIO ALLA FINE DEL MONDO

Patagonia: VIAGGIO ALLA FINE DEL MONDO,sulle tracce di Yagan e Mapuche
Dal 26 Dicembre 2008 al 7 Gennaio 2009

Voyagesillumination in Patagonia

 

Un viaggio di 13 giorni ai confini del mondo in Argentina, a contatto con le tradizioni e i costumi degli indios Yagan e Mapuche, tra gli scenari sconvolgenti della Terra del Fuoco: lo propone Voyagesillumination, insieme ad altri itinerari sempre ispirati da uno stesso approccio al viaggio di tipo antropologico e antroposofico.
Da Buenos Aires, dove la musica si fa sensuale poesia nel tango,  ci lasceremo poi sprofondare nell’infinito, negli immensi spazi silenziosi della Patagonia dove la presenza umana è rara e la bellezza ti inonda a ogni respiro. Proseguiremo verso il Sud,  fino alla Tierra del Fuego, l’incontro di due Oceani, il mare di Capitan Cook, il mondo alla fine del mondo.
Fin dall’inizio del viaggio entreremo nel vivo delle tradizioni naturali argentine. Nei primi giorni, nei dintorni di Buenos Aires è previsto l’incontro con la cultura dei gaucho, i cavalieri nomadi delle grandi pianure sudamericane, ancora viva nelle periferie. Nei giorni seguenti, che prevedono gli spostamenti a Ushuaia, Isla Navarino, Punta Rosales e Puerto Williams, conosceremo alcuni membri della comunità Yagan, oltre a visitare i luoghi più tipici e meno noti dove ancora vive la maggior parte dei discendenti degli Yagan. Proseguendo verso Bariloche e Pilcaniyeu, sarà invece l’incontro con la cultura Mapuche a pilotare itinerari e spostamenti: faremo la conoscenza dell’india Mapuche Cristina Marin, sosteremo come ospiti in una scuola di Chacay Huarraca e pranzeremo insieme ad alcuni membri della comunità waiteca.
Durante tutto il viaggio è prevista l’assistenza costante di uno specialista della cultura e delle tradizioni locali che funge anche da interprete durante le condivisioni con la popolazione locale.

Ladakh. Ultimo Shangri-la

 Ladakh

Articoli di Cecila Martino:
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Le oracolesse tantriche in Ladakh

Oracolessa in Ladakh

Sonam Zangmo vive a Sabu, un piccolo villaggio del Ladakh, il cosiddetto “Piccolo Tibet”indiano. Il suo nome iniziatico è Ayu Iamo. Ha ottanta anni ed è ritenuta un’oracolessa di enorme potere.
La facoltà sciamanica le è giunta dai suoi avi, tramandata all’interno della sua famiglia da nonni a nipoti.
Ayu Iamo riceve coloro che hanno bisogno di lei ogni mattina, nella sua casa nel villaggio di Sabu, a non molta distanza dalla città di Lhe, la capitale del Ladakh, situata a 3.500 metri d’altitudine. Tutt’intorno alla dimora dell’oracolessa, le montagne himalayane danno l’emozione della sconfinata potenza della natura.
Ponendo sul proprio capo il cappello dalle cinque punte, che allude al potere dei cinque elementi fondamentali che, nella tradizione tibetana, sono Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua, Ayu Iamo inizia la cerimonia che la condurrà nella trance. Compie offerte agli spiriti gettando nell’aria chicchi di riso, acqua e bruciando incenso. Poi al suono ossessivo di una campana e di un tamburello, la trance ha inizio.
Ayu Iamo prende a parlare perfettamente la lingua tibetana nella quale canta melodiosi mantra. Impugna il dorje, l’oggetto simbolo del potere spirituale dei lama tantrici, tutto avvolto, a guisa di rocchetto, da un filo di cotone di grosso spessore.
Saskia Rimpoche è l’alto lama che le ha conferito il permesso di esercitare la professione di oracolessa. Insieme a quel permesso il lama le ha impartito un insegnamento che è durato molti anni, durante il quale ad Ayu Iamo è stato insegnato a distinguere il bene dal male, a proteggersi dalle forze e dalle entità malvagie.

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Bhutan, il paese della felicità interna lorda

 Raggiungi il lago del puro piacere.
dove i pesci dagli occhi dorati dell’acuta percezione si moltiplicano,
dove gli uccellini apprendono a volare,
e tutto è imperturbabile rilassamento, al di là di ogni limite
.
Yeshe Tsogyel, poetessa tantrica.

 Yeshe Tsogyel, poetessa tantrica

 

In un discorso del 21 Giugno 2005 del primo ministro bhutanese, Jigmi Y. Thinley si legge: «La felicità può essere realizzata come un traguardo sociale, essa non può venire conseguita come obiettivo personale, come fosse una merce, parimenti non può essere perseguita come uno scopo della competizione individuale. La felicità non può venir distribuita agli individui come una merce o un servizio. Tuttavia essa è troppo importante perché venga lasciata al puro sforzo e alla ricerca individuale, senza un impegno collettivo o di governo. [...] Nelle società comuni, a mezzo dell’apprendimento culturale, dell’educazione, dell’insegnamento psicologico, molti sforzi vengono profusi per far sì che le persone cerchino la libertà partendo da una attitudine che nega loro la felicità. Portare alla luce ciò che assilla l’uomo, scoprire ciò che inganna la sua vera natura e rivelare il suo Sé interiore, è un compito assai più elevato che domare la natura e conquistare il mondo esterno.»

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L’Ayurveda

La Medicina Tradizionale dell’India

L’ayurveda o “scienza della vita” è la medicina indiana esposta in forma di trattati a partire dal II sec. d.C. fino al VII sec. d.C. da tre autori: Carata, Susruta, Vagbhata. 
Il Carakasamita è considerato il testo fondamentale. 
L’ayurveda propone un modello olistico dell’essere umano, cioè vede l’uomo come un insieme inscindibile di corpo, mente e spirito. Mentre lo spirito non è soggetto a degenerazione, il corpo e la mente possono incorrere in squilibri.  

India

Il metodo di diagnosi principale del medico ayurvedico è l’ascolto del polso. Il medico esamina il polso del paziente esercitandovi una leggera pressione delle dita, per mezzo della quale egli evince lo stato di equilibrio dei dosha. Se il battito nel polso è irregolare vi è un eccesso di vata, se il battito è saltellante significa che pitta prevale sugli altri dosha, mentre se il battito è troppo lento vi è un aumento di kapha. 
Vata, pitta, kapha sono i tre “umori” o “principi metabolici” dal cui equilibrio dipende la salute del corpo.

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Nell’Himalaya, respirando il mito

Shambhala, la favolosa terra degli illuminati

Secondo la leggenda, Shambhala è una mondo di esseri illuminati, nascosto in un punto impreciso dell’Himalaya.
Questo mondo mitico è divenuto famoso in Occidente grazie al movimento Teosofico.
Nella seconda metà del ‘900, la Società Teosofica venne fondata da una russa, Madame Blavatsky. Fecero parte del movimento Krisnamurti, Steiner e altri grandi pensatori. Madame Blavatsky sosteneva di ricevere i propri insegnamenti da un maestro che risiedeva nell’invisibile terra di Shambhala.

Tibet

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Il bon in Ladakh

Con Voyagesillumination in LADAKH, nella splendida “Valle della Luna”
come esplorazione di un mondo “altro”,
come viaggio onirico in un altro pianeta,
come esperienza interiore meditativa dell’infinito potenziale umano.


 Ladakh

Il Bon in Ladakh

È la religione autoctona dei alcune regioni della fascia Himalayana ed è sopravvissuta – con le sue tradizioni arcaiche sciamanico-animistiche – fino ai nostri giorni.
In Ladakh la scoperta dei tulku (reincarnati) degli oracoli e delle oracolesse, dei monaci e degli yogin di stampo bon è straordinaria, ci proietta in un mondo “altro”, in una visione dell’uomo e della sua psiche che ha molto da darci: è paragonabile al viaggio in un altro pianeta alla scoperta di una stirpe aliena da tutti i modi di concepire l’individuo a cui siamo abituati. La possibilità di ampliamento dei confini mentali che ne segue è un arricchimento straordinario.
Nel Bon come nel Buddhismo tantrico la filosofia mistica e la psicologia naturale hanno un carattere magico e animistico di straordinario valore antropologico. L’elemento filosofico e speculativo si intreccia con una visione magica della vita che si fonda sul senso dell’impermanenza - cioè della contemporaneità di morte e vita - e della non oggettività delle cose.

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